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Il monastero fu fondato nel 962 da un conte
longobardo di nome Bernardo per sciogliere un voto fatto in gioventù.
Nella "Chronica Monasterii S.Bartolomei de Carpineto",
cronaca storica dell'abbazia, redatta dal monaco benedettino Frate Alessandro
che vi operò fino alla sua morte, si narra che lo zio del conte Bernardo,
l'arcivescovo Gainulfo di Benevento, fece dono di alcune reliquie di S.Bartolomeo
Apostolo.
Il convento fu oggetto di contese tra i nobili per più di due secoli,
alternando momenti di fulgida grandezza a periodi di decadimento, nel corso
dei quali più volte i monaci furono costretti alla fuga, per scampare
alle angherie operate dai feudatari per rientrare in possesso dei beni donati
all'abbazia.
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